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Fedeli, dispersione scolastica in calo ma è ancora troppo alta

ll fenomeno della dispersione scolastica in Italia è in calo ma permangono profonde differenze tra Nord e Sud, con i casi più difficili che si manifestano in Sicilia e Sardegna. Il problema è diffuso soprattutto nelle periferie delle città, dove è più alto il disagio delle persone con casi di abbandono ed esclusione sociale. A fare il punto su questo problema è stata la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli.

Fedeli: servono nuovi interventi contro l’elusione scolastica
Intervenuta questa mattina in audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta Città e periferie della Camera la responsabile del Miur ha sottolineato che nelle periferie delle città ci sono ancora troppe disuguaglianze e che contro il fenomeno della dispersione scolastica servono nuovi interventi. Sullo sfondo la macchina scolastica per affrontare la sfida: oltre 13 mila scuole statali delle 14 aree metropolitane (di cui circa 4 mila dell’infanzia, oltre 5 mila della primaria, oltre 4 mila della secondaria di primo e secondo grado). A queste si aggiungono oltre 5.600 istituzioni scolastiche paritarie.

Dispersione scolastica al 14,7% nel 2017
Fedeli ha messo in evidenza «una decrescita del fenomeno della dispersione dal 20,8% del 2006 all’attuale 14,7%, che però – ha aggiunto – è un dato ancora troppo alto. I dati – ha continuato – evidenziano una differenziazione tra sessi (donne intorno al 12%, uomini oltre il 16%) e forti differenze nei tassi di abbandono tra le diverse regioni rispetto al raggiungimento dell’obiettivo, stabilito dall’UE (UE, 2020), del 10% entro l’anno 2020 – si va da un +14 % rispetto al traguardo UE (24% di abbandoni) di Sicilia e Sardegna al -2% del Veneto (8% di abbandoni).»

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